Bula bula! Oggi voglio darti il buongiorno nel modo più allegro possibile, come solo il saluto fijiano sa fare. Mbula significa vita, e questo fa capire molte cose sulla solarità del popolo delle fiji, e sulla sua filosofia di vita profonda. La prima cosa che si nota di questo popolo quando atterri su queste terre fantastiche, è il grande calore con cui accolgono lo straniero, con un gran sorriso, un fiore tra i capelli (anche gli uomini liberi dagli stereotipi da noi conosciuti) e la simpatica esclamazione bula bula (ciao) sempre sulle labbra.

Cerco di richiamare a me i ricordi…la pioggia che incessante ormai da giorni, batte sui vetri, ad un tratto cessa. Ascolto e sento il rumore lento del mare, dalla finestra della mia casa vedo la sabbia di un bianco abbagliante, impalpabile come zucchero a velo, il mare azzurrissimo e poi una linea verde, è la barriera corallina che crea un netto contrasto di colore, e dopo di questa, il profondo blu. Le palme da cocco verdissime donano un po’ di riparo dal sole cocente, in alcuni punti della spiaggia, la roccia nera e lucente ci ricorda di essere in un’ isola vulcanica, un pezzetto di paradiso, perso in mezzo all’infinito oceano Pacifico.

Ricordo che appena scesi dall’aero sentimmo una bellissima e allegra musica suonata con le chitarre e cantata a più voci, un gruppo di fijiani che infossavano camice colorate con i tipici fiori esotici, ci stava accogliendo con il loro sgargiante saluto. Ci misero al collo due collane di bellissimi frangipane, ci fecero accomodare su delle poltroncine in una specie di sala d’aspetto e ci diedero due bottiglie della loro acqua buonissima. Ci rinfrescammo con salviette e asciugamani gentilmente offerte, loro non facevano altro che chiederci come stavamo, come era andato il viaggio e da dove venivamo, capimmo subito che popolo stupendo abita queste isole.

Ti racconto un po’ di quel viaggio: la nostra prima tappa fu l’isola di Viti levu, soggiornammo in una struttura che si affacciava su un grande campo da golf e ricordo che camminando nei dintorni dovevamo stare attenti a non calpestare delle piccole simpatiche rane che spuntavano dappertutto.

L’isola è grande e verdissima, ci sono campi immensi di piante strane dalle foglie enormi, e tanti sconfinati campi da golf . Prendemmo una barca per arrivare a Matamanoa, l’isola dell’arcipelago Mamanuca da noi prescelta per l’unica tappa relax del nostro viaggio di nozze. Dalla barca i colori dell’acqua e delle isole che man mano avvistavamo, erano da mozzare il fiato. Arrivammo vicino ad una piccola, selvaggia isoletta, un sogno diventato realtà, eccola dinanzi a noi: Matamanoa! Da lontano già sentivamo le voci melodiose e le mani che battevano a tempo, con collane di conchiglie in mano e gli occhi radiosi, Matamanoa ci dava il benvenuto.

La nostra camera dal tetto di paglia era a due passi dalla spiaggia, in un giardino di piante e coloratissimi fiori tropicali, vicino alla porta, erano incisi nel legno i nostri nomi. Di fronte all’ingresso un’amaca che invitava al più totale relax,  in camera ovviamente ad attenderci c’erano frutta esotica e champagne. Vogliamo parlare del panorama? Di fronte a noi si trovava l’isola del film “Cast away” e nei dintorni sono state girate le scene di “Laguna blu”, se poi fate qualche immersione o anche solo un po’ di snorkeling, vi potrete trovare in quello che sembra il mondo colorato e incantato del film “Alla ricerca di Nemo”.

Tuffarsi in queste acque perdutamente belle, dal mare calmo e caldo, è meraviglioso, e potrebbe non bastarti mai. E se come noi venite sorpresi dalla pioggia (abbiamo scoperto che ottobre non è il mese ideale per trovare sempre il sole alle Fiji) niente paura, perché i fijiani sanno come intrattenere i turisti. Si inventano gli sport e i giochi più strani e fantasiosi, uno su tutti la corsa dei granchi o meglio dei paguri. Il gioco si svolgeva così: sotto un secchiello c’erano i paguri fijiani belli grossi, uno per ogni squadra ovvero uno per ogni paese, (dato che noi ospiti dell’isola provenivamo da vari paesi del mondo), ogni squadra puntava una quota simbolica su un paguro, il perimetro circolare del campo da gioco era stato segnato con un gessetto e il primo ad oltrepassare la linea sarebbe stato il vincitore. Una volta alzato il secchiello la gara aveva inizio… Che matti questi fijiani, ma ci siamo fatti davvero grasse risate. Ovviamente il paguro italiano ha trionfato, ma forse perché il nostro era il tifo più caloroso. È divertente osservare le abitudini e i modi di divertirsi in un paese così lontano dal nostro, e scoprire che talvolta ci si ritrova molto vicini in tanti aspetti, il gioco è sempre un gran bel modo di comunicare e i bimbi lo sanno meglio di noi, a noi è capitato di sorridere nel vedere che il ballo della scopa e il gioco delle bocce, seppur usando le noci di cocco invece delle bocce, sono giochi internazionali. In quei momenti parlavamo tutti la stessa lingua e ci capivamo perfettamente, divertendoci tantissimo.

La sera poi, quando il tramonto cambiava sfondo al paesaggio, un uomo del posto con la tradizionale gonna di paglia, si cimentata in una danza al suono di una musica quasi tribale, con una torcia in mano per accendere le fiaccole della sera, era il rituale dell’accensione delle luci. La sera è anche il momento celebrativo durante il quale i fijiani si siedono in cerchio per bere la tradizionale bevanda: la kava, il succo deriva dalla lavorazione delle radici di una pianta locale, un rituale importante che si usa fare per accogliere una persona e suggellare un’ amicizia. Impossibile tirarsi indietro, non si può dire di no alla bevanda chiamata dai nostri nuovi simpatici amici, fiji-cappuccino, (dato il color caffelatte) nonostante il retrogusto amaro che dà alla bocca un sapore acre.

La cerimonia si concludeva ovviamente con musiche e danze piene di colore,  la musica e il canto è il modo che questo popolo ha per comunicare affetto con un calore davvero unico e mai visto prima. Ogni momento è il momento buono per cantare e celebrare l’ospite, a pranzo e a cena si canta per i nuovi arrivati, un canto allegro e ritmato, per chi va via, una musica struggente e malinconica di voci sublimi che non si potrà mai cancellare dai ricordi. Perché aimè prima o poi bisogna lasciare questi luoghi meravigliosi,  ma non senza che una morsa ti prenda proprio lì allo stomaco…

Le Fiji non sono solo un paradiso naturale, oltre c’è molto più, c’è un popolo che vi aspetta con la sua vivace cultura musicale e non solo, la cucina è davvero sublime, i piatti di pesce col latte di cocco, le banane fritte, la frutta deliziosa…Ricordo le crepe suzette di Kara, l’ottima cuoca che viziata sempre me e Fabio con i suoi manicaretti strepitosi. Mi mancheranno oltre la stupenda barriera corallina, i momenti giocosi che mai stancavano , perché qui la gente è sempre allegra e sempre calma e pacata. Infatti qui vice il Fijitime, se qualcuno di noi ospiti faceva qualche richiesta in maniera ansiosa e frettolosa si sentiva rispondere: “Fijitime!” Ovvero stai calmo perché qui il tempo è lento e va vissuto lentamente. Certo, poiché oltre a nuotare, prendere il sole o fare un giretto in kayak, si può tuttalpiù fare un giro al villaggio o su un’isola vicina, non più di questo, Matamanoa la si può visitare in breve tempo visto quanto è piccina. Insomma le meraviglie di questo posto vanno assaporate lentamente e così si dovrebbe fare durante la vita di tutti i giorni.

Quando siamo ritornati ci siamo portati dietro i colori e la filosofia di questi luoghi e di questo popolo, che ha lasciato un segno dentro noi. E ci siamo portati dietro come loro ultimo regalo, la nostra targa personalizzata, che abbiamo affisso affianco alla porta di casa nostra. Bula bula!!

2 thoughts to “Fiji… bula, bula! Un saluto allegro dal lontano Oceano Pacifico

  • Stefania

    Queste immagini sono quelle che ci vogliono per evadere da questo grigio e freddo autunno.
    Ci torneresti con i bambini? Sembra un paradiso dove godere del turchese delle acque e del calore del sole!

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    • all'arremviaggio
      all'arremviaggio

      Le Fiji sono un paradiso… il popolo fijiano è di un calore straordinario. A parte per le tantissime ore di volo ci porterei i bambini perchè veramente sono isole straordinarie.

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