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Val D’Orcia con i bambini, giocare a nascondino tra i campi di grano

È cominciato tutto con una promessa fatta tanti anni fa. Durante un viaggio in Trentino, trovammo il nostro ristorante preferito chiuso, ma Fabio promise che mi ci avrebbe portato di nuovo. (Mantenne la parola data, ci tornammo col piccolo Manuele). Da lì nacque una discussione, Fabio mi chiese di esprimere tre desideri. Come il genio della lampada, promise di avverare, oltre al desiderio di tornare in Trentino, altri due sogni. Il secondo fu quello di vedere la grotta azzurra a Capri, avverato qualche anno dopo. Rimaneva dunque solo l’ultimo: perderci tra infiniti campi di grano. Da sempre fantasticavo di correre tra le spighe dorate… E finalmente, dopo tanti anni, eccoci qui tra le poetiche colline della Val d’Orcia.

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la vista dal nostro agriturismo

Perchè andare in Val D’Orcia con i bambini

Le colline come fossero di velluto, sembrano disegnate dalla mano leggera e attenta di un artista. Le macchine agricole tracciano linee sinuose, creando un pentagramma di armoniche curve. I covoni sono le note, che danno vita alla melodia più dolce mai ascoltata, nell’assoluto silenzio di questo posto. Gli immensi campi di grano brillano sotto il sole come oro filato.

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covoni come note su un pentagramma di campi di grano

Ho amato camminare tra i covoni dorati, sul terreno grigio e argilloso. Le zolle di terra secca si sbriciolano sotto i piedi e grosse crepe si aprono nella terra bollente. Nell’aria l’odore del grano appena tagliato. Sulle cime delle colline, i fieri, quasi altezzosi cipressi, seguono i nastri ondeggianti dei sentieri di campagna.

val_dorcia_con_i_bambiniCon i bimbi ci siamo rincorsi tra milioni di girasoli.

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I bambini giocano tra i campi di girasole di fronte l’abbazia di San Galgano

Abbiamo camminato lungo binari solitari immersi tra le spighe. Ci siamo nascosti tuffandoci in mezzo al grano, che arriva fino alla mia vita e alle spalle di Davide.

val_dorcia_con_i_bambiniAbbiamo giocato tra i verdissimi filari delle vigne e ci siamo immersi tra le siepi di un giardino segreto. È stato divertente avvistare animali e guardare le ombre delle nuvole sulle colline, che vanno via veloci.

corse tra i filari di uva appena nata, che diventerà un delizioso Brunello

Da lontano vediamo un’altura, in mezzo agli alberi spunta la torre dell’Antico Palazzo Massaini. Dietro il cancello di ingresso serpeggia una stradina polverosa, affiancata da due lunghe file di eleganti cipressi. E su entrambi i lati, due bellissimi campi viola di profumata lavanda.

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l’ingresso di uno dei tanti bellissimi agriturismi della Val D’Orcia

Man mano che ci avviciniamo, vedo in tutto quel viola degli strani fiori bianchi, ma appena arriviamo questi si librano nell’aria. Non sono fiori, ma decine e decine di farfalle bianche. È un gran danzare di farfalle e api che ronzano e si posano qua e là. Unico neo, per fare una foto in mezzo alla lavanda bisogna essere abbastanza coraggiosi.


Io adoro la lavanda, ne riempirei tutti i cassetti e gli armadi, ma purtroppo i negozi hanno sempre prodotti abbastanza cari. Così Fabio, quando ha visto la mia faccia delusa dopo l’ennesimo negozio di lavanda visitato, si è mosso a pietà e mi ha comprato mezzo chilo di fiori!!

La cappella della Madonna di Vitaleta

Sulla strada che raggiunge il nostro agriturismo, vediamo un piccolo cartello marrone con su scritto, Cappella della Madonna di Vitaleta. Per fotografare questi luoghi e le colline verdi e gialle, è uno dei posti più belli.

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Il sentiero che porta alla Cappella della Madonna di Vitaleta

Godiamo di una vista a 360 gradi, su uno dei più incantevoli spettacoli della natura. Le morbide colline dorate si alternano a campi bruciati dal sole. Siamo soli, sembra di essere in un quadro di Van Gogh. Tutto è immobile, l’orologio del tempo sembra fermarsi, la pace viene interrotta solo da una mietitrebbiatrice che scende lungo la collina. Al ritorno incontriamo due trattori, i ragazzi che li guidano, salutano allegramente i bambini. Davide farebbe volentieri un giro insieme a loro. Il sole abbagliante di luglio picchia forte sulle nostre teste, è ora di raggiungere il nostro agriturismo.

la bellissima cappella della Madonna di Vitaleta

Val d’Orcia con i bambini: dove dormire tra i campi di grano

Come la maggior parte delle strutture, il nostro agriturismo è situato su un poggio, appena nascosto dai cipressi. La vista sui morbidi declivi, oro di grano e argento di ulivi, riempiono occhi e anima di radioso splendore. L’Agriturismo Palazzo Conti A (puoi prenotarlo da booking cliccando qui) è una bella struttura caratteristica della Toscana, con le travi scure e i mattoni rossi a vista.

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L’esterno dell’agriturismo Palazzo Conti A

C’è una bella cucina in legno scuro e in un angolo, un camino incastonato nella pietra viva. Per la gioia dei bimbi ci sono anche i giochini nel prato e la bella piscina con una super vista. Per gli adulti, una romantica amaca e una vasca idromassaggio. La sera poi le stelle tessono trame di milioni di luci. Unico neo che non c’è aria condizionata.
Vicino alla nostra struttura, oltre la piscina c’è un biolago. Un placido laghetto artificiale con ciottoli e ninfee, dove poter fare il bagno.

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Il biolago del nostro agriturismo

Cosa vedere in Val d’Orcia con i bambini: Pienza

In Toscana siamo stati già diverse volte, le città sono tutte meravigliose. Firenze, Siena, Pisa, Lucca, traboccano di storia e bellezza. Ci sono però anche altri borghi, che ci hanno stupito, come Pienza. Da un antico arco di pietra, si vedono le onde colorate delle colline.

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uno scorcio delle valli, dal centro di Pienza

Camminiamo tra strettissimi vicoli, guardiamo col naso all’insù le piccole finestre e i balconcini da cui sporgono gerani bianchi. Saliamo scalette delineate da rampicanti, che portano a portoncini d’altri tempi. Un bellissimo salto nel medioevo. Ci sono poi stradine dai nomi fantasiosi, come vicolo del bacio, via buia e via della volpe…

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passeggiando tra i vicoli di Pienza

Pienza, situata vicino Siena, era considerata nel rinascimento, la città ideale. Ancora oggi segue i canoni urbanistici, con la scelta di spazi e prospettive del Rinascimento. Pienza fu voluta da Papa Pio II. Appena divenne Papa nel 1458 , volle ripensare il borgo natale, affidandone la ristrutturazione a Bernardo di Matteo Gambardelli detto il Rossellino, allievo del famoso Leon Battista Alberti. Nel 1996 Pienza ha ottenuto il riconoscimento di sito Unesco.

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Il Duomo di Pienza

Dove mangiare a Pienza

Trattoria da Fiorella, dove provare i fantastici  tagliolini con ragù bianco d’anatra e la fonduta di pecorino di Pienza con radicchio e noci. A Davide sono particolarmente piaciuti, oltre ai tagliolini, anche i tipici pici cacio e pepe con prosciutto toscano croccante.

Montalcino

Poco distante da Montalcino, volendo, si può visitare l’abbazia di Sant’Antimo. La città del Brunello ci accoglie con l’imponente fortezza (nei cui pressi c’è un parcheggio molto comodo).
Non mi stancherò mai di girare per questi borghi medievali, dalle luci soffuse. La fiera torre dell’orologio e le mura antiche della città, che vedevano passare dame e cavalieri…

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La Torre dell’orologio di Montalcino

Una sosta è d’obbligo a Montalcino per provare il famoso Brunello. Abbiamo fatto un’interessante degustazione, prima di scegliere la bottiglia giusta, e ne vale la pena. Da provare sono anche gli affettati e i formaggi, come la finocchiona e il pecorino di Pienza. Per chi ama il dolce, non ci si può esimere dal dare un morso anche al panforte. Montalcino ha un po’ di salite e qualche scala, meno facile da girare con i bambini e passeggino, rispetto a Pienza.

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una delle stradine di Montalcino

Cosa vedere in Val d’Orcia con i bambini: San Quirico D’Orcia

Vicino San Quirico d’Orcia, sulla strada che va verso Torrenieri, c’è un’altra icona della Val D’Orcia, il cerchio di cipressi di San Quirico.

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Il cerchio di cipressi di San Quirico

 

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le deliziose case di San Quirico

San Quirico, ci ha colpito per le sue casette basse, con i tetti di tegole antiche e i comignoli rossi

C’è un giardino nascosto, gli Horti Leonini, con delle siepi che disegnano triangoli concentrici. Abbiamo fatto finta di essere entrati in un labirinto e abbiamo giocato per ore a nascondino. Ovviamente io dovevo contare e loro nascondersi. Quasi non li trovavo più.

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Horti Leonini

Correndo verso la tana, sono passata sotto un albero di amarene. Tantissime erano cadute in terra e splash! Con i miei sandali preferiti e il pantalone bianco, mi ci sono catapulta dentro e per poco non cadevo. Quante risate!

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Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta al tramonto

Cosa vedere in Val d’Orcia con i bambini: Bagno Vignoni

Questo borgo è conosciuto per il suo laghetto di acque termali, posto al centro di un quadrato di case dalle finestre verdi. Sui muretti che girano tutto intorno alla grande vasca, crescono capperi selvatici. Sullo specchio d’acqua danzano artistiche sculture, che prendono le sembianze di bianche ballerine leggiadre. Di notte vengono animate dalla magia delle luci. Le sculture sono di Davide dell’Osso, l’opera si chiama “Il giardino segreto”. Un posto che magicamente ti porta indietro nel tempo!

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Manuele in posa davanti alla vasca di Bagno Vignoni

Parco dei Mulini Bagno Vignoni

Questa è una zona ricca di piscine termali. Oltre i bagni San Filippo, ci siamo imbattuti percorrendo un breve sentiero in mezzo all’erba, in questa piscina calcarea di acqua azzurrissima. La gente si immerge, rinfrescandosi. Nei suoi pressi ci sono antichi mulini ormai abbandonati.

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Cosa vedere in Val d’Orcia con i bambini: Abbazia di San Galgano

Dalla zona della Val d’Orcia (dove eravamo noi tra Pienza e San quirico) a San Galgano, ci vogliono un’ora e mezzo di curve. Si attraversano campi sconfinati di girasoli e boschi misteriosi. Campi di grano cresciuti sotto gli ulivi e pendii dove scivolano fila ordinate di viti. La meta vale sicuramente il viaggio. Si arriva ad una suggestiva abbazia priva del tetto, dalla storia affascinante e tormentata.

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Abbazia di San Galgano

Più avanti c’è una piccola chiesa dove è custodita la spada nella roccia, sì proprio lei. È la spada di San Galgano che ha ispirato la leggenda della spada di Re Artù. Inutile dire che i bambini ne sono rimasti affascinati. E per premio, dopo tanti chilometri percorsi, hanno avuto in regalo due spade, ovviamente magiche.

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Manu e Davide come due cavalieri si sfidano davanti l’Abbazia di San Galgano

 

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