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Gent con Bambini, tra castelli, cavalieri, draghi e nasi di zucchero

Ogni città può avere più volti, ci avevi mai pensato? A noi piace scoprirli tutti. C’è un lato verde dove ci piace immergerci, andando alla scoperta dei parchi della città o dei boschi che si trovano sui suoi confini. Bruxelles ad esempio, con i suoi prati e i grandi alberi, o Vienna con gli splendidi giardini curati, hanno un lato verde meraviglioso.

C’è poi un lato grigio, (come lo chiamo io) che è il centro caotico della città, come la City di Londra. Talvolta una periferia dal passato tenebroso, può rappresentare quel lato grigio, come lo stupendo quartiere ebraico di Cracovia o il campo di Hauschwitz.

Un po’ più nascosto è il lato azzurro, non puoi sapere cosa si svelerà ai tuoi occhi, quando raggiungerai il punto più alto della città. Di che colore saranno i tetti? Che forma avranno i camini che puntano verso il cielo? È tutto un mistero da svelare.

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La città delle luci di Gent con bambini

L’ultimo è il volto che si riflette nel fiume scuro o sulle strade bagnate di pioggia, quando il sole va giù e le case si accendono di mille luci dorate. Gent di notte indossa il suo elegante vestito d’oro e d’argento, ed è una delle città più belle a risplendere sotto il tenue bagliore della luna. Gent è la città delle luci, romantica ed eterea, con le sue facciate e le finestre ricamate di stelle lucenti. Una città sospesa tra ieri e oggi.

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Il Graslei e Korenlei illuminati

Il festival delle luci

Gent risplende ancor di più in occasione del Light Festival, che si tiene ogni tre anni alla fine di gennaio. Questa città diventa così la regina delle luci, rendendola bella più che mai. Ogni edizione del festival accende il centro storico della città, il quartiere delle arti e, dall’ultima edizione del 2018, illumina anche il passato industriale della città. Per più di 5 km si possono ammirare sculture di luce, proiezioni spettacolari e installazioni di artisti nazionali e internazionali. Le installazioni sono spesso interattive e tutto diventa un magico gioco scintillante e colorato.

gent_con_bambiniGent ha una lunga tradizione che riguarda l’illuminazione urbana. Sin dal 1999 l’amministrazione comunale ha iniziato a sviluppare un’ampia strategia di illuminazione degli spazi pubblici, che ha portato anche a prestigiosi premi internazionali come il Philips/LUCI city.people.light award. Tutte le installazioni e le performance sono gratuite e raggiungibili a piedi. In occasione di ogni edizione viene creata una mappa ad hoc e un’App. La prossima edizione sarà nel 2021.

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Gent con bambini e le sue tre torri

Dal ponte di San Michele si vedono le tre bellissime torri illuminate, in fila una dietro l’altra.

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Le tre torri della città viste dal ponte di San Michele

La più alta è quella centrale, la torre di Belfort, (la torre civica campanaria) con i suoi 91 metri e il suo drago segnavento posizionato in cima. Chi ci segue sa che amiamo i draghi e quindi andiamo subito a svelare i segreti che abitano questo affascinante Patrimonio Mondiale dell’Unesco.  Fai attenzione passando sotto le sue mura, mi raccomando, perché un draghetto- doccione potrebbe colpirti e innaffiarti.

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La torre di Belfort da un’altra angolazione

L’intero della torre è bellissimo, una vera e propria avventura per pirati, o meglio per cavalieri in erba. Salire su questa torre è una delle cosa da fare assolutamente visitando Gent con bambini! Si va su attraversando vari piani con l’ascensore o salendo lunghe e misteriose scale a chiocciola di pietra. Sembra di essere trasportati nel medioevo. Al primo piano c’è già la prima sorpresa, eccolo il drago Belfry (una copia di quello in cima alla torre) protettore della città. Che bello poterlo vedere da vicino!

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Davide fa amicizia col drago Belfry

Ad un altro piano abbiamo visto tante campane di ogni dimensione, che Davide voleva per forza far suonare. (Attenzione perché questa torre non è adatta a chi soffre di claustrofobia, avendo degli spazi molto stretti.)

gent_con_bambiniAll’ultimo piano si trova l’enorme bellissimo carillon, che fa suonare le 54 campane della torre. Basta aspettare poco tempo per sentire la sua sinfonia, perché si attiva ogni 15 minuti. Io amo i carillon con quella musica antica, dolce, che sa di ninna nanna. Ed è subito magia. La grossa ruota gira e nella mia testa gira una vecchia pellicola, sembra di essere trasportati in un vecchio film, in una città di un’epoca ormai passata.

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Siamo arrivati nel punto più alto della torre e ci affacciamo per vedere la città dall’alto. I tetti sono grigio-blu e rosso-arancio, le facciate hanno i frontoni a gradoni e tante finestre. Un mondo incantato che aspetta solo di essere esplorato. Vediamo la torre di San Nicola e la sua particolare chiesa, con le alte eleganti vetrate e le torri coniche in stile gotico del 1200. La sua stessa forma, è un’autentica meraviglia.

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La torre e la chiesa di San Nicola

Verso est c’è la Cattedrale di San Bavone, dentro cui è custodita la pala d’altare con su dipinta l’Adorazione dell’Agnello Mistico. Una fantastica opera fiamminga dei fratelli van Eick (del 1400). Questa opera è considerata tra le più belle e importanti al mondo e tra le più rubate della storia, subendo ben 7 furti. Si dice che fu nascosta durante la seconda guerra mondiale dai nazisti, in una miniera di sale. Uno dei pannelli, (quello dei giudici) non è stato più ritrovato, ma le ricerche non si sono fermate.

Dentro però non si possono fare foto, bisogna venire a Gent per godere di tanta bellezza.

Gent con bambini, come girare la città

Tutti gli ingressi a questi monumenti sono compresi nella CityCard di Gent, che siamo andati subito a ritirare appena arrivati. Consigliamo vivamente questa card a chi come noi ha voglia di vivere appieno la città, senza perdersi nessuna delle sue meraviglie. Gent è sicuramente una delle città più belle e affascinanti dove siamo mai stati. La sua atmosfera è quella di un regno antico, quasi fatato.

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La CityCard Gent è molto vantaggiosa, perché ti offre l’accesso ai principali monumenti, musei e attrazioni di punta della città di Gent. Comprende anche un giro in battello, il noleggio di una bici in estate e l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici. All’acquisto della CityCard Gent, viene consegnata una preziosa guida su cosa fare e vedere a Gent. La card dura 48 (€36) o 72 ore (€42) troverete queste card nell’ufficio turistico della città, che si trova sul fiume ai piedi del Castello dei conti Fiandra.

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Uno dei ponti di Gent e sullo sfondo l’ufficio turistico proprio sul fiume

Noi abbiamo girato Gent in tram. Invece per andare verso Bruges o Bruxelles si può prendere il treno. Per visitare gli altri paesi abbiamo preferito noleggiare un’auto.

La via del grano e la via dell’erba

Dal suggestivo ponte di San Michele verso nord, si vedono le sponde del Graslei e Korenlei. Graslei vuol dire “via delle erbe” e Korenlei “via del grano”. Entrambe le rive fungevano da porto per l’attracco delle navi, che caricavano e scaricavano le merci. In questo che era il cuore commerciale di Gent, nel XIII secolo le potenti corporazioni cominciarono a costruire i propri edifici. Molte di quelle strutture, tra cui un deposito del grano e la casa dove risiedevano i misuratori del grano, sono oggi ancora qui, belli come un tempo.

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gli antichi edifici che si affacciano dal Graslei e Korenlei

Dopo aver visitato le tre torri, e il ponte di San Michele, ci dirigiamo lungo il fiume Leie e decidiamo di sfruttare le nostre CityCard facendo un giro in battello. Vicino al ponte Grasbrug, che si trova subito dopo il ponte di San Michele e le rive Graslei e Korenlei, partono le barche che fanno il giro di Gent. Si può scegliere tra una barca coperta col tetto di vetro, o una barca aperta. Siccome è una bella giornata decidiamo di stare all’aperto.

Prima di partire facciamo una sosta davanti alle vetrine di un negozio di caramelle, dove una signora sta realizzando dei personaggi in marzapane. Sotto i nostri occhi prendono vita i puffi e Gargamella. Non riusciamo ad andare via, e quasi siamo col naso appiccicato al vetro, che bello.

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durante il giro in battello

Navighiamo fin dove si incontrano il fiume Leie e lo Schelda, nel frattempo ci viene narrata la storia che è passata tra queste vie, ponti e castelli. Rossi rampicanti si aggrappano alle mura che percorrono il fiume, lasciando trascinare via dall’acqua una miriade di foglie, che tingono tutto di quella nostalgica bellezza autunnale. Sfilano davanti a noi, salici che bagnano le proprie chiome nel fiume, balconi a pelo d’acqua e finestre con colorate vetrate a quadretti, che si affacciano su questi meravigliosi canali.

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Le tipiche facciate dei palazzi di Gent visti dal fiume

Poi inaspettatamente ci troviamo ai piedi di due meravigliosi, imponenti castelli, perfettamente intatti. Sembrano ancora abitati dai loro vecchi proprietari: I conti di Fiandra e Gerard il Diavolo.

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navigando ai piedi del Castello dei conti di Fiandra

Gent con bambini, visita ai castelli più belli

Il Gravenseen, ovvero il Castello dei Conti di Fiandra, è un pezzo di storia che prende vita una volta varcate le sue soglie. Lo consiglio a tutte le piccole dame e soprattutto ai piccoli cavalieri che almeno una volta hanno impugnato una spada e uno scudo di legno, immaginando di guerreggiare sulla torre di un antico castello.

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Sopra di noi si innalzano le torri coniche, con i pannelli difensivi ad oscurare le finestre e i bastioni merlati. In cima sventolano ancora le bandiere colorate. Al suo interno, oltre ad un macabro museo delle torture, tra misteriose e sinuose scale di pietra, si celano bellissime armature e armi antiche. Abbiamo visto spade più grosse perfino di papà Fabio, per la gioia dei nostri piccoli guerrieri.

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Originariamente costruito nel 1180 in pietra calcarea di Tournai, il castello dei Conti (di Fiandra) fu abbandonato per un lungo periodo di tempo, dopo essere stata la residenza reale, tribunale e prigione. Venne infine restaurato nel 1885. Questo è l’unico Castello dei Conti di Fiandra ancora integro. Sicuramente uno dei castelli più belli e affascinanti che abbiamo visto.

(Le scale di pietra a chiocciola all’interno sono strette e un po’ scure, non adatte a chi soffre di claustrofobia. Passeggiando all’esterno e percorrendo le mura merlate c’è un tratto senza ringhiera, il dislivello non è molto alto, ma è meglio tenere i bambini per mano. Non è possibile accedere ai castelli con il passeggino a causa della presenza di scale, spazi stretti, e tante persone che spesso affollano le sale.)

Nella piazza di fronte al castello, ci sono tre lampioni che non sono come tutti gli altri. Sono un’installazione artistica chiamata “Ai nati oggi”. Questi lampioni si accendono ogni volta in cui nasce un bambino.

In questa piazza c’è l’ingresso dell’antico mercato del pesce, che è stato restaurato e oggi è sede del centro informazioni.

Qui si trovano anche dei colorati carretti che vendono delle strane caramelle a forma di cono. Sono i Cuberdon, ovvero i nasi di Gent.

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Manuele davanti al carretto di nasi di Gent

Ma torniamo ai nostri castelli, un altro meraviglioso castello da vedere è Il Geeraard de Duivelsteen. È un edificio di architettura gotica del XIII secolo. Era posto a difesa del Portus Ganda, il porto della città. L’edificio prende il nome dal cavaliere Geeraard Vilain (1210-1270), secondo figlio del quindicesimo visconte di Gand, Zeger III di Gand. Il soprannome di Vilain era “Geeraard de Duivel” (“Gerard il diavolo”), che si basava sulla sua carnagione scura e sul colore dei suoi capelli.

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Nel 14 ° secolo l’edificio divenne proprietà della città. Nel corso dei secoli è stata utilizzata come residenza di cavalieri, arsenale, monastero, scuola e seminario vescovile. Nel 1623 divenne un manicomio per i malati di mente e una casa per orfani maschi. Un’altra parte dell’edificio è stata utilizzata come prigione o centro di detenzione. Noi abbiamo trovato questo castello meraviglioso!?

Gent con bambini, visita ai quartieri suggestivi della città

Il Patershol

Camminando per le viuzze della città, potreste trovarvi in un quartiere carino con deliziose finestre e caratteristici negozi, alcuni hanno romantiche vetrine, altri profumano di saponi e di fiori. Questo quartiere si chiama Patershol.

Il quartiere del beghinaggio

Una zona più nascosta, fuori dal centro di Gent ma da scoprire, è il quartiere beghino Old St. Elizabeth. Camminando ci si trova d’un tratto tra vicoli bianco latte, le vecchie mura a mattoncini candide, si alternano alle porte scure. Alzando lo sguardo si intravedono i verdi cortili interni, dove nascono folti rampicanti e qualche albero. I tetti di tegole rossicce con i grandi comignoli creano una nota di colore. Tutto è silenzio assoluto, siamo gli unici a camminare per queste strade.

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Ad un tratto vediamo una porta che si apre, un’anziana signora si siede su una sedia vicino all’uscio di casa. Prende i suoi ferri, il gomitolo di lana e comincia a lavorare a maglia. Sembra di vedere una vecchia beghina recitare le sue preghiere. Si perché questo è il quartiere delle beghine, donne che dedicavano la loro vita alla preghiera. Una volta c’era un alto muro a nascondere il sobborgo, ora non più. Il quartiere venne aperto nel XIII secolo, quando prese piede questo movimento religioso nell’Europa settentrionale.

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Questa “città beghina” comprendeva una chiesa, la “Grootjuffer’s House”, un’infermeria, una cappella, più di un centinaio di case per beghine, un campo di candeggina (un campo dove veniva lavata e stesa la biancheria candeggiata) e un frutteto. Oggi ci sono tre chiese diverse: una è cattolica romana, una è ortodossa e l’altra è protestante. La prima volta che vedemmo un quartiere come questo fu a Bruges, ne rimanemmo piacevolmente colpiti, ma non sapevamo fosse un quartiere beghino.

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Il termine beghinaggio (in olandese “Begijnhof”) si riferisce ad una comunità autonoma di beghine, che si trasferiscono in un luogo protetto dove pregare, dedicarsi alle opere di carità e fare piccoli lavori. Le beghine potevano sembrare delle suore, ma non lo erano, perché non prendevano i voti. Volendo potevano tornare alla vita precedente, potevano anche sposarsi, e non rinunciavano mai alle loro proprietà.

Alcune conducevano una vita umile, altre più agiata, non c’erano regole particolarmente restrittive nel gruppo comunitario. Probabilmente questo movimento ha avuto molte seguaci in seguito alle crociate e alle altre guerre, quando molte donne trovatesi sole, decidevano di dedicarsi al beghinaggio.

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L’ultima beghina (vissuta in Belgio) morì nel 2013, così finisce il movimento del beghinaggio. Quindi la signora che abbiamo incontrato purtroppo non è una beghina, peccato.

Cosa mangiare a Gent con bambini

I nasi di Gent

È un dolce tipico delle Fiandre dell’Est, prodotto dalla confetteria Confiserie Geldhof dal 1954. Si dice che in olandese questa particolarissima caramella viene chiamata anche neus, (naso) mentre in francese è conosciuta come “cappello del prete”. Queste caramelle sono fatte di gomma arabica e sono generalmente al lampone, anche se si possono trovare in tanti altri gusti, come mela verde, limone, fragola e liquirizia. La parte esterna è più dura, mentre quella interna è gelatinosa, Manuele infatti ha detto che sembravano ripiene di slime. Sono dolcissime, ma da provare.

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Ci sono due versioni, o forse leggende, sull’origine di questi dolci: la prima storia dice siano stati creati da un prete della città di Bruges (da qui il nome “cappello del prete”); una seconda storia narra di un farmacista di Gand, De Vynck, il quale nel 1873 scoprì la ricetta per sbaglio. Il farmacista stava provando a creare uno sciroppo che si conservasse più a lungo, si accorse che dopo qualche giorno la sostanza aveva formato una crosta all’esterno ed era rimasta liquida dentro. Così gli venne l’idea di farne delle caramelle.

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Il Waterzooi

Tra i piatti tipici delle Fiandre primeggiano gli stufati: il waterzooi è a base di pesce o pollo, con verdure in brodo, panna e vino bianco. Il risultato è una zuppa cremosa davvero molto gustosa. Io ho preferito quella con il pesce, che delizia.

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Il Gentse Stoverij

Il gentse stoverij è a base di manzo cotto nella birra rossa belga, con timo e senape di Gant. Il sapore è intenso, da provare.

I waffles

Questo è un motivo più che valido per visitare Gent con bambini. Ci sono carretti di waffles praticamente ad ogni angolo della città e li puoi trovare in ogni bar del Belgio. Sono buonissimi e vanno assolutamente assaggiati. Se ne trovano di due tipi, quello tipico di Bruxelles e quello di Liegi. Devo dire che quello di Liegi appena fatto, bello bollente, è buonissimo anche senza aggiungere nulla sopra, solo una spolverata di zucchero a velo.

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Le patatine fritte

Le patatine fritte sono nate probabilmente proprio in Belgio, per questo popolo friggere le patate è un arte. Qui le patatine sono molto più di un semplice contorno. Si dice che siano fritte due volte in un particolare grasso animale. In ogni caso non si può non assaggiarle. D’altronde ogni scusa è buona per mangiare le patatine fritte. No?

Altre specialità del luogo sono: l’indivia arrotolata nel bacon con una ricca salsa di formaggio, i cavoletti di Bruxelles e le cozze del mare del nord, accompagnate da patatine fritte.

Le birre del Belgio

In Belgio ci sono circa 2000 tipi di birre diverse. In diversi pub danno la possibilità di fare tanti piccoli assaggi di vari tipi di birra. Abbiamo sentito parlare di un pub molto particolare, ma non siamo riusciti ad andarci, si tratta del Pub De Dulle Griet.  Qui versano la birra in un particolare tipo di bicchiere detto “cavaliere” (molto costoso) e nel momento in cui la portano al tavolo, prendono come cauzione una scarpa, che portano via sul vassoio. Le scarpe vengono poi messe in una cesta con sotto una campanella e poi appesa al soffitto. Questo per scagionare qualsiasi furto. Altri invece dicono che la birra (di 1,2 litri) versata nel particolare bicchiere, debba obbligatoriamente finire, altrimenti si tornerà a casa senza una scarpa. Sicuramente un posto unico nel suo genere.

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Una delle tante birrerie di Gent

La birra Delirium

Passeggiando per la città, noterete spesso delle grosse insegne con un elefante rosa disegnato. Queste insegne rappresentano la birra Delirium, tipica della città. Girano strane voci su questa particolare birra, dicono che dopo averla bevuta si vedono elefanti rosa. Un po’ come Dumbo dopo aver bevuto quella che credeva essere acqua. Ovviamente dovevamo provarla, ma niente elefanti rosa. Però devo dire che è un po’pesante, questo sì.

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Il Giovedì vegetariano

Gent è una città verde, oltre ad avere tutte le luci a led, ha anche il Thursday veggie day (il giovedì vegetariano). Tutti i giovedì a Gent si mangia vegetariano, ci sono infatti diversi ristoranti vegetariani dove si mangia molto bene. E noi non ci siamo tirati indietro.

Dove mangiare a Gent con bambini

Brasserie-Restaurant Du Progress

Qui abbiamo provato un ottimo waterzooi e il Gentse stoverij che è piaciuto molto a Fabio. Anche le birre sono ovviamente ottime. Le patatine vengono servite in un particolare recipiente posizionato a capotavola, che viene riempito ogni qual volta le patatine stanno per terminare. Probabilmente questa è un’usanza che si trova in molti locali del Belgio. Patatine fino a scoppiare, il sogno di tutti i bambini!! Questo ristorante si trova a korenmarkt.

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le patatine fritte al tavolo non mancano mai…

Ristorante Exki

Questo ristorante vegetariano si trova nella piazza korenmarkt. Qui si può mangiare qualcosa di diverso, più naturale. Ci sono tante torte salate e una zuppa calda per riscaldarsi un po’. Ai bambini poi un po’ di verdure non guastano di sicuro. Se salite al primo piano avrete una bella vista sulla piazza e sulla giostra, che si vede attraverso le vetrate colorate.

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la vista dal nostro tavolo da Exki

Bar Ray

Anche se non ci siamo stati, vogliamo consigliarlo lo stesso perché è un posto davvero originale. Si trova sempre nella piazza Korenmarkt, proprio lungo la parete laterale della chiesa di San Nicola. È una serra di vero con all’interno diverse piante, tra cui alberi di arance e un bar. Inoltre ha uno spazio con dei giochini per i bambini e una grande sabbiera. Praticamente una serra-parco giochi.

Dove dormire a Gent con bambini

Per me è una fissa da quando sono stata ad Amsterdam, avevo voglia di farlo e finalmente l’ho fatto!

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l’alba dal terrazzino della nostra houseboat

Dormire in una Houseboat è stato fantastico e i bambini si sono divertiti tantissimo, immaginando di essere veri pirati. È stato bello svegliarsi e guardare l’alba attraverso le finestre rotonde della barca e fare colazione sul ponte guardando il fiume. Un’esperienza unica, che consiglio almeno una volta a tutti i viaggiatori che hanno voglia di nuove avventure.

Cos’altro non devi perderti a Gent con bambini

Senz’altro una tappa per un waffles o una birra lungo il fiume è obbligatoria. Noi siamo stati in un bar che si trova all’estremità del ponte Glasburg. La vista dalle vetrate sul fiume e sulle case coperte di rampicanti accesi di rosso, è meravigliosa e super romantica.

I bambini saranno felici di salire sulla giostra nella piazza korenmarkt e vedere un bello spettacolo di bolle di sapone. Fateci una sosta.

Gent sono sicura ti farà innamorare come è successo a noi!

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Quanto si spende per un viaggio a Gent con bambini

Il nostro è stato un weekend lungo 4 notti ed abbiamo visitato altri posti nei dintorni, proviamo a tirare le somme.

  • Il volo a/r Ryanair Napoli-Bruxelles è costato 260 € totali in 4
  • Houseboat per 4 notti con colazione inclusa 480 €
  • noleggio auto per 4 giorni (utilizzata per spostamenti in altre città) 60 €
  • Abbiamo pranzato/cenato in ristoranti 3 volte per un totale di € 160 (per il resto abbiamo cucinato in houseboat)
  • Gent city card da 48 h per 2 adulti con accesso illimitato a mezzi di trasporto, musei e attrazioni costano 72 € (bambini gratis)
  • spese varie 50 €

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Articolo scritto in collaborazione con visitgent

Guarda anche il nostro video:

Comments (30)

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    Sai che non conoscevo per nulla questa città ma mi hai davvero incuriosito!! Sembra incantevole!

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Si è incantevole ed è piaciuta davvero tanto anche ai bambini!

      all'arremviaggio
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    Per Bruxelles ci sono spesso delle ottime offerte e non avevo mai considerato di arrivare da lì a Gent. Sembra una destinazione bellissima con i bambini, ci sono tantissime cose da fare!

    Robi
    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Si esatto! bisogna assolutamente prenotare perché entrambe le città sono piaciute tanto ai miei bimbi.

      all'arremviaggio
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    Abbiamo da tempo in programma di visitare queste zone, non so quando ci riusciremo ma il vostro articolo è davvero pieno di suggerimenti utili! Ne faremo sicuramente tesoro. A parte questo il carillon è spettacolare!

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Ma grazieee! Siamo contenti se riuscirai ad andare, scommetto che il tuo bimbo ne sarà entusiasta. Il carillon è magico, come tutta la città!

      all'arremviaggio
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    Che bella Gent, dal vostro racconto sembra di entrare in una fiaba! Da mettere assolutamente in lista!

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Mi fa piacere far vivere a chi legge le sensazioni che ho provato vedendo questa città incantata!

      all'arremviaggio
      Rispondi
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    Me lo metto in agenda per il prossimo anno. 🙂 fine gennaio é il momento del viaggio io e Andrea 🙂

    Sofia
    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Fai benissimo, sono sicura che piacerà ad entrambi. Nel 2021 a gennaio c’è il festival delle luci, una meraviglia!

      all'arremviaggio
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    Ho sentito spesso parlare di Bruges e mai di Gent, ma mi pare una città di tutto rispetto da visitare!!

    Cristiana Franzini
    Rispondi
    • all'arremviaggio

      In effetti Gent non è molto conosciuta ma è una meraviglia tutta da scoprire!

      all'arremviaggio
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    Città meravigliosa e a misura di bambino! Il Belgio è uno dei luoghi che mi è rimasto nel cuore!

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Pensa che noi avevamo visto solo Bruges, escludendo il resto. Ora credo invece che valga la pena vedere tutto il Belgio!

      all'arremviaggio
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    Quante belle informazioni. Non mi aspettavo che ci fossero così tante cose da vedere. Mi segno tutto chissà che non riesca anche io a organizzare una visita.

    Barbara
    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Gent ci ha sorpreso, una meta da non perdere di sicuro se si viene in Belgio.

      all'arremviaggio
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    Uno dei miei sogni nel cassetto…. le Fiandre.
    Mi hai fatto sognare col tuo articolo!

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Grazie davvero Monica, spero che presto vedrai le fiandre che sono meravigliose, in particolare Gent che ti farà innamorare scommetto!

      all'arremviaggio
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    Leggendo questo post mi è venuta voglia di andare a Gent e pensare che non la conoscevo, ci sono anche città meno note che riservano delle sorprese!

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    • all'arremviaggio

      Vero, io non mi aspettavo che in Belgio ci fossero posti così magici!!

      all'arremviaggio
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    Che meravigliosa città! Adoro le città sull’acqua!

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    • all'arremviaggio

      Si, il castello dei conti di Fiandra sul fiume poi… Fantastico!

      all'arremviaggio
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    Mi sembra proprio che li abbiate scoperto tutti i volti di questa città che non conoscevo per nulla, grazie!!

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Si ad uno ad uno, senza lasciare indietro nulla! E quante meraviglie ci ha regalato questa città!

      all'arremviaggio
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    Gent, una città tutta da scoprire, grazie ai tuoi consigli dettagliati e precisi.

    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Grazie Lucy, mi fa piacere poter essere utile per chi ha voglia di vedere questa fantastica città!

      all'arremviaggio
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    Ho visitato Gent così tanto tempo fa che leggere il tuo articolo è stato un tuffo nel passato. Meravigliosa la vostra esperienza in house boat e comodo il city pass!

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    • all'arremviaggio

      Le card sono utilissime per godere appieno di tutte le bellezze della città! dormire in un’houseboat è stata una bellissima nuova avventura.

      all'arremviaggio
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    Che coccola questa città! Il Belgio per noi è tutto da scoprire, ma sono sicura che ci andremo presto.

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    • all'arremviaggio

      Anna ti auguro veramente di andarci presto. Una Nazione tutta da scoprire!

      all'arremviaggio
      Rispondi

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