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Giorni di ordinaria quarantena con i bambini

Pensieri di una mamma che #restaacasa con i suoi due pirati!

Sono qui con la mia tazza in mano piena dell’ennesimo tè o caffè lungo. Ho provato i gusti di tè e tisane più improbabili, alla cannella e rosmarino, alla curcuma, all’aloe vera… Bevo e mi perdo nei i miei pensieri…

Nel mio giardino c’era un grande, enorme ciliegio, che in questa stagione cominciava a fiorire. Nel pieno della primavera cadeva dall’alto una pioggia di petali bianchi, che ricopriva tutto il giardino. Da piccola mi stendevo a leggere sotto i suoi rami. Da adolescente mi fermavo a riflettere nei momenti più bui, vicino al suo forte tronco. Ora che il grande ciliegio non c’è più, osservo i due piccoli ciliegi che ho piantato quando sono nati i miei figli.

Guardando i fiori spuntare mi viene in mente una leggenda giapponese. Sakura è lo spirito della bellezza effimera dei fiori di ciliegio. La storia narra dell’incontro, l’amore e l’unione tra Sakura e Yohiro, che significa speranza… Penso ora più che mai a quanto siano importanti le piccole grandi cose che fanno parte della nostra quotidianità. A quanto tutte le cose belle possano diventare effimere…

Surreale è la parola giusta, si surreale, questa situazione quasi onirica e illusoria che è diventata la nostra realtà. Un mostro invisibile si insinua tra le nostre strade e ci toglie la libertà, riempiendo le giornate di angoscia.
Io ho un negozio e ormai siamo chiusi, Fabio va nel suo ufficio chiuso al pubblico. I bambini hanno fatto qualche domanda, ma fortunatamente sono stati più contenti di essere stati liberati in un colpo, da scuola, catechismo, lezioni di inglese…

Cosa ne penso di tutto questo?

Da persona che vede sempre il lato positivo delle cose, dico che in principio avevo sottovalutato la situazione. Ma qualcosa, non so… un sesto senso, continua a dirmi che questo momento dovrà passare. Sono poco incline alla fame di notizie e preferisco non perdermi a navigare tra internet e social. Odio chi con link e messaggi infonde un inutile panico tra la gente. Come se non fosse tutto già abbastanza complesso.

Sono fortunata ad essere immune all’ansia, non c’è niente che può impedirmi di dormire, a parte i miei figli. D’altronde dopo due parti difficili, (dove abbiamo rischiato grosso tutti e tre, in quei giorni si che ho avuto paura) due shock anafilattici, (e non sto qui a dirvi le varie complicazioni) due allattamenti difficili al limite della sanità mentale… Dopo la perdita di una persona cara l’anno scorso, cosa dovrebbe farmi paura?

La risposta è nulla! O almeno quasi nulla.

L’unica cosa che mi fa riflettere è la paura che leggo negli occhi di alcune persone. Molti si fanno prendere dallo sconforto. D’altronde come si fa a combattere qualcosa che non si conosce? Il mio pensiero va agli anziani, alle neomamme col pancione, agli infermieri e dottori, eroi del nostro tempo. A tutti quelli che combattono con la malattia.

Per molti è un momento duro, ci sentiamo inermi di fronte ad un male dalla quale non sappiamo difenderci. La paura fa sprofondare inesorabilmente nelle sabbie mobili dell’angoscia, ma non bisogna cedere.
Ricordo quel momento buio vissuto, che doveva essere il momento più bello della vita. Non sapevo cosa fare, mi sentivo debole e impotente. Mi sedevo sul divano e  piangevo, complici gli ormoni che la facevano da padrone. Pensavo che il pianto non si sarebbe mai fermato. Poi ho deciso che quel momento io l’avrei superato, dovevo essere forte, mi sarei rialzata. Credevo di farcela e ce l’ho fatta.  In seguito la vita mi ha ripagato con momenti dolcissimi.

Oggi tutto questo silenzio per le strade, le porte chiuse e le serrande abbassate… Il nulla avanza e ingoia tutta la città. Sembra divorare tutti noi. Si come a Fantasia, chi non ricorda il libro o il film “La storia Infinita”, io ho consumato quel libro. Il maledetto Nulla.
Basta credere, credere ancora che sia possibile, che c’è sempre una soluzione e un lieto fine. Credere che da un granello di sabbia si possa ricostruire il mondo.

Non sarà facile, questi giorni probabilmente diventeranno durissimi.
Anche per noi mamme le giornate sono pienissime. Oggi i miei figli litigavano, come succede sempre, uno costruiva con i Lego una casa con piscina e l’altro voleva per forza aggiungere il camino… “Altrimenti come fa Babbo Natale ad arrivare!?” Questi sono i momenti che scandiscono le nostre lunghe giornate. Immagina due pirati in quarantena e capisci bene come sono messa.  Sarà complicato, ma non mollerò. Mamme ce la possiamo fare!

Io cerco gli aspetti positivi di questa situazione. Sono contenta di avere più tempo da passare con la mia famiglia, tempo per leggere un libro o riprendere qualcosa che avevo sempre lasciato in sospeso. Non mi sembra vero che posso alzarmi dopo l’alba e che la mattina possiamo fare colazione insieme con calma. Ci concederemo dei lunghi momenti per fare tante attività manuali e proveremo nuove strane ricette.

Le mie regole contro la negatività

Io ho le mie regole per riempire la giornata di cose belle e allontanare quelle brutte:

  1.  Non vedere le notizie di primo mattino
  2.  Non parlare della situazione virus davanti ai bambini
  3. Non condividere messaggi negativi
  4. Non passare troppo tempo sui social
  5. Non dare spazio a persone negative che inviano messaggi deprimenti
  6. Non perdersi in pensieri e congetture catastrofiche sul futuro

Stanno sbocciano ovunque gesti di solidarietà e bellezza. La biblioteca di Sarajevo si tinge di verde bianco e rosso e così tanti monumenti nel mondo. Dai balconi piovono arcobaleni e note di speranza. Stamattina sentivo l’inno d’Italia dalla mia finestra. L’altro giorno  il fioraio del mio paese donava fiori e c’è chi lascia la spesa fuori alla porta di un anziano. Tanti, come ingegneri e medici, sono pronti a partire per offrire il loro aiuto. Gesti che ci uniscono, che danno forza e luce, che creano un abbraccio invisibile.

Continueremo a sognare, cattureremo la bellezza, niente fermerà i nostri sogni e ce la faremo. Ne usciremo.

Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso. (Nelson Mandela)

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