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Antro della Sibilla, mistero al parco archeologico di Cuma

Ci troviamo all’ingresso di un antro misterioso, forse una porta magica, forse un passaggio verso l’aldilà, probabilmente una via di fuga o il luogo dove un oracolo donava responsi…

Il Parco Archeologico di Cuma nasce nel 1927 grazie a numerosi scavi effettuati nella zona. Ai piedi del Monte Cuma si trova quello che sembra un passaggio segreto, è il suggestivo Antro della Sibilla. L’area attualmente visitabile è costituita dall’acropoli. Risalendo sulla rocca si trova la Torre Bizantina con il Belvedere, il Tempio di Apollo, e sulla sommità del Monte di Cuma, il Tempio di Giove.

La Sibilla Cumana tra realtà mito e leggenda

Tra la roccia si apre un cunicolo dalla particolare forma, sembrano aprirsi davanti a noi tante porte una dentro l’altra. Non ne sappiamo molto, conosciamo poco più che il suo nome: l’Antro della Sibilla. La sibilla era la sacerdotessa di Apollo. La storia narra che qui il vento faceva turbinare le foglie di palma, sulle quali la Sibilla scriveva le predizioni ai fedeli.

“Vaneggia il gran fianco dell’euboica montagna in un antro, cui cento larghi aditi guidano, cento gran porte; di là cento voci precipitano: della Sibilla i responsi” (Virgilio Eneide)

entrata antro della sibilla cuma

Apollo, dice la leggenda, si innamorò della bella Sibilla e le promise di avverare qualsiasi suo desiderio in cambio della sua eterna fedeltà. La Sibilla prese con le mani un mucchio di sabbia e chiese tanti anni di vita quanti erano i granelli raccolti. Apollo accettò esaudendo il suo desiderio e lei in cambio passò la sua vita nell’antro di Cuma, diventando l’oracolo che dona responsi ai fedeli del Dio Apollo. Nel desiderio però la Sibilla non aveva specificato di avere l’eterna giovinezza e così diventò ogni giorno più vecchia, fino a scomparire. Rimase però eterna la sua voce, che continuava a diffondere gli oracoli.

La storia dell’Antro della Sibilla

L’Antro della Sibilla è forse il monumento più famoso del Parco Archeologico di Cuma. Le ricerche archeologiche portarono a credere che questo passaggio fosse una galleria militare, scavata nel tufo a protezione dell’acropoli, in età sannitica. (tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C.). Inizialmente era di forma trapezoidale, in seguito in età romana, assunse la forma attuale.

antro della sibilla

L’archeologo Maiuri inseguiva da tempo il luogo descritto da Virgilio, cercato da molti secoli e mai trovato, che descriveva le “cento porte”. Nel 1932 finalmente trovò ciò che cercava.

Immagino la meraviglia sul volto del Maiuri di fronte a questa scoperta, che giaceva murata dietro ad un vecchio forno. Davanti a lui una galleria dotata di numerose aperture laterali da cui entrava la luce, che l’archeologo volle associare alle “cento porte”. Inoltre, la camera terminale presenta tre piccoli vani che fanno pensare alla presenza di stanze oracolari. Fu proprio il Maiuri a chiamare questo luogo, Antro della Sibilla. Forse non si trattava della Sibilla di Virgilio, ma di sicuro esisteva una sacerdotessa del dio Apollo.

Ci immergiamo in questo antro enigmatico dal fascino misterioso, dove la luce gioca con l’oscurità, ci lasciamo guidare dagli antichi versi, immaginando le morbide e chiare vesti della Sibilla assorta nelle sue preghiere. I bambini corrono curiosi di esplorare e ascoltare le storie che nascono da questo luogo.

La Sibilla è presente anche nel canto XXXIII del paradiso della Divina Commedia. “Così la neve al sol si disigilla; così al vento ne le foglie levi si perdea la sentenza di Sibilla.”

mistero antro della sibilla

Terrazza superiore, la leggenda di Dedalo

La Via Sacra prosegue risalendo tutta la collina. Salendo il pendio si giunge alla sommità dell’acropoli, dove una volta troneggiava il Tempio Maggiore, ovvero il tempio di Apollo.

C’è ancora un altro mito che echeggia tra questi luoghi, il mito di Dedalo, tramandato da Virgilio. Si narra che Dedalo al termine del volo da Creta in Occidente, abbia fondato nel punto più alto della città di Cuma, un tempio dedicato ad Apollo. Qui consacrò le ali di cera che lo avevano condotto in salvo e cesellò sulle porte di bronzo del tempio, il racconto della sua storia.

Se come noi ami i miti antichi e i luoghi misteriosi, accompagnaci ad esplorare questi luoghi e ti racconteremo tante altre storie.

Qui puoi leggere delle Terme di Baia, qui dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Infine cliccando qui puoi immergerti sott’acqua con noi alla ricerca di Baia città sommersa.

Per informazioni e biglietti questo è il sito ufficiale.

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