primo viaggio in camper calabria

Il nostro primo viaggio in camper con due bambini

Non ricordo com’è cominciata, forse guardando uno di quei film americani dove due pensionati si avventurano lungo un on the road che sembra non finire mai, tra strade polverose e scenari incredibili. Forse ci ha colpito una foto o un racconto di una famiglia in giro per il mondo con la propria “casa mobile”. In quei momenti abbiamo pensato che sarebbe stato bellissimo svegliarsi tra le verdi scogliere della Scozia, o su una dorata spiaggia della Grecia, o anche su un lago della Masuria, la terra dei mille laghi in Polonia. Partire e attraversare tutta l’Italia fino a scoprire la Foresta Nera. Percorrere il confine con la Francia, proseguire attraverso il Belgio… Immergersi nelle infinite distese dei Paesi Bassi, tra canali e mulini, fino a fermarsi sul Mare del Nord. Ogni giorno un posto nuovo e ad ogni chilometro una nuova scoperta.

Non so com’è stato, ma ci siamo trovati a progettare il nostro primo viaggio in camper. Per questa volta abbiamo deciso di restare nel nostro stupendo paese, pieno di meraviglie che aspettano solo di essere afferrate. Non ci sono stati dubbi sulla regione prescelta, abbiamo deciso di fare un coast to coast della Calabria. Avremo percorso la bellissima costa senza prendere l’autostrada, scendendo dal lato tirrenico per poi risalire dal versante ionico.

sosta in camper a diamante

Il risveglio a Diamante, di fronte all’isola di Cirella

Primo viaggio in camper le nostre paure

Sicuramente avevamo qualche dubbio essendo la nostra prima esperienza. Guidare un camper si sa non è come guidare un’auto. Non sapevamo quanta autonomia avremmo avuto con acqua e il resto. Inoltre non siamo mai stati in un campeggio, mai dormito in tenda o viaggiato in van, insomma eravamo completamente allo scuro di tutto. Per noi una struttura comoda e confortevole è sempre stata una cosa irrinunciabile durante un viaggio. Mai abbiamo pensato di poter dormire da soli in mezzo al nulla…

Questo è un modo tutto nuovo di viaggiare e ci sono delle regole da conoscere e rispettare. Innanzitutto bisogna familiarizzare con la nuova casa, organizzare lo spazio, adeguarsi al piccolo ambiente, prendere confidenza con il bagno. In pratica ci vogliono un paio di giorni di adattamento.

stivaggio bagagli e vettovaglie

E’ importate, nel caricare il camper, incastrare ogni pezzo ed usare contenitori adatti

I bambini e il loro primo viaggio in camper

I bambini quando hanno saputo di questo nuovo modo di viaggiare, non stavano più nella pelle. Ci chiedevano ogni giorno quando sarebbe arrivato il nostro camper. Non ti dico la gioia dipinta sui loro volti appena saliti a bordo, sono andati a scoprire ogni angolo. Erano entusiasti e divertiti quando hanno visto scendere il loro letto dall’alto e hanno voluto subito salirci sopra. Devo dire che anche noi eravamo molto emozionati. Per fortuna i bambini durante questo viaggio, ci hanno dato una grande mano. Sono stati bravissimi e si sono adattati subito al nuovo stile di vita di questi 13 giorni.

giochi di società serali in camper

Abbiamo adorato avere tanto tempo per noi, come quando a sera si giocava tutti insieme

Prima esperienza in camper viaggio lungo o viaggio breve?

L’ideale per la prima esperienza è prevedere un viaggio della durata di almeno una settimana. Non troppo corto, così da avere il tempo per organizzarsi, ma allo stesso tempo neanche troppo lungo, nel caso questo modo di viaggiare non vada a genio a qualcuno della famiglia. Ti dico che i primi due giorni non sono stati semplicissimi, anche se la nostra emozione era grande. C’era sempre qualcosa che cascava giù quando eravamo in movimento, o un’anta che sbatteva. Non ricordavo mai di cambiare la modalità del frigo quando ci fermavamo in un camping. Il bagno poi, non è certo quello di un albergo a cinque stelle.

Una volta deciso di intraprendere questo viaggio c’è sicuramente una scelta da fare. Fermarsi per più giorni in un camping o fare un on the road dormendo ogni notte in un posto diverso? Noi abbiamo scelto la seconda opzione, non riuscivamo proprio a stare fermi in un posto, la voglia di conoscere nuovi posti è sempre troppo forte. Certo è più stancante, ma anche divertente. In ogni caso, niente paura, il bello di viaggiare in camper è che si può decidere cosa fare di giorno in giorno. Le avventure di sicuro non mancheranno.

risveglio sul lago cecita sila calabria

Il bello del viaggio in camper è svegliarsi al mattino e bere il caffè ogni volta con una vista diversa

Le difficoltà che abbiamo incontrato

Un camper come il nostro è lungo ben 7,40 metri ed è alto oltre 3 metri, ciò significa che bisogna stare attenti ad un po’ di cose. Le manovre nelle stradine strette e sconnesse non sono proprio il massimo.  Meglio non avventurarsi in zone con elevata pendenza, terreno sdrucciolevole o fangoso. Mai arrivare nel centro trafficato di una città se non si sa dove e come parcheggiare. Non dimenticare di stare attenti ai balconi sporgenti e ai sottopassaggi…

Prima difficoltà: i sottopassaggi

Lungo tutta la costa calabra, no dico tutta la costa, si snoda una meravigliosa ferrovia. Meravigliosa per chi viaggia in treno con vista mare, un po’ meno meravigliosa per chi viaggia in camper. Ogni volta che dovevamo raggiungere il mare o un’area sosta, c’era da attraversare un sottopassaggio e… Poveri noi, alcuni erano veramente troppo bassi. Talvolta sono dovuta scendere per dare una mano a Fabio nella manovra, prendendo ad occhio le misure… Be’ dopo un po’ ci abbiamo dovuto fare l’abitudine.

Seconda difficoltà: i centri delle città

Una volta arrivati in una città avevamo due scelte, o trovare un parcheggio capiente il più vicino possibile alla meta o parcheggiare fuori dal centro e camminare a piedi.

Meglio non rischiare nel tentare la sorte, cercando un posto più vicino. A Pizzo ci siamo trovati imbottigliati nel traffico a causa di un pullman ed è stato difficile uscirne.

A proposito, a Pizzo fai una bella scorta di tartufi, tanto puoi conservarli in congelatore. Poi però non fare come noi, non lasciare il camper due ore sotto al sole e in pendenza, perché poi troveresti i tuoi tartufi trasformati in yogurt.

primo viaggio in camper

Lo spirito di adattamento è un ingrediente indispensabile per un viaggio in camper

Terza difficoltà: le stradine sdrucciolevoli 

Si lo so che la voglia di avventura vince su tutto, ma se vedi una stradina sdrucciolevole che procede in salita e una curva a gomito, non imboccarla. Non importa se alla fine della stradina c’è un faro meraviglioso a picco sul mare, o chissà quale altro posto paradisiaco. Non prendere quella strada! Si tratta di buon senso. È per questo che noi ovviamente l’abbiamo imboccata. Una volta bloccati in salita, era ormai troppo tardi per tornare indietro. In quel momento ti assicuro che hai solo in mente il conto salato del carro attrezzi e vorresti non aver mai fatto una simile cavolata. Ovviamente ci è capitato di domenica e non passava anima viva, ma almeno non abbiamo bloccato le auto in una strada trafficata.

Non so come abbiamo avuto il sangue freddo di uscire da questa situazione. Mi è venuto in mente che avremmo dovuto alleggerire il camper e così abbiamo fatto. Con Tavoli, sedie e oggetti vari sparsi ovunque, abbiamo tentato l’impresa impossibile. Il terreno ghiaioso però faceva slittare le ruote del camper, che in salita non riusciva a ripartire. (regola numero 1 mai fermarsi in salita, mai) Non potevamo andare avanti e nemmeno indietreggiare, o saremmo andati a sbattere nel muretto. Fortuna che Fabio ha avuto l’idea di mettere i cunei dietro le ruote anteriori e così, quasi per miracolo, siamo riusciti a ripartire. Pericolo scansato per fortuna. Promesso non lo faremo mai più.

Quarta difficoltà: la sfortuna del principiante

Si sa in una nuova esperienza l’imprevisto è dietro l’angolo. Insomma può succedere che se non aprite fino a bloccare per bene una finestra, può cascare in testa all’ignaro marito che passa, mentre si sta accingendo a preparare il barbecue. Se poi parcheggiate per poi andare a fare un tuffo in mare, e al ritorno scoprite che è sparito il tappo del serbatoio dell’acqua, be’ quella è sfortuna, condita con un bel po’ di cattiveria. Comunque nessun furto o danno serio per fortuna, niente che una busta di plastica e un elastico per capelli non possano risolvere.

Adesso però non lasciare questo articolo pensando che il camper non fa per te. Continua a leggere, il bello deve ancora venire.

La nostra prima esperienza in sosta libera

Una delle cose che più mi facevano paura, era dormire in un luogo solitario e sconosciuto. Non so perché, però si è insinuata pian piano nella nostra testa la voglia di dormire in uno di quei posti selvaggi da cartolina, immersi nel verde. Tutta colpa delle foto di Instagram, che ritraggono questi camper fantastici, in luoghi fiabeschi e isolati.

È così che in qualche modo siamo finiti sulla Sila. Questa era per me una delle tappe più attese e con la scusa del tempo un po’ nuvoloso, ho convinto Fabio a lasciare la costa, facendo questa deviazione… Lungo tutto il tragitto nessun camper in vista. Salendo abbiamo attraversato numerosi ponti in costruzione, nel senso che li stavano allargando. Il passaggio era vietato ai carichi pesanti, nonostante noi non rientrassimo in questa categoria, ad ogni ponte attraversato trattenevo il fiato. Salendo sempre più su ci siamo trovati in mezzo a fitti e bellissimi boschi. Man mano che cominciava a farsi buio, le macchine diventavano sempre più rare fino a scomparire. “Questa è zona di lupi?” Ho chiesto. ” Si” ha risposto Fabio. Per fortuna abbiamo incontrato due persone del luogo che ci hanno rassicurato, avremmo dormito senza essere disturbati.

All’inizio non nego che abbiamo avuto un po’ di paura, ma nel buio sentivamo solo i campanacci delle mucche e vedevamo nient’altro che migliaia di stelle. Non ti so spiegare la meraviglia all’alba del mattino seguente, quando ci siamo svegliati in riva al lago, osservando le nuvole bianche alzarsi dall’acqua. Che paradiso, ho provato una sensazione bellissima difficile da descrivere, un immenso senso di libertà. Ci siamo sentiti parte della natura, vivi come non mai.

primo viaggio in camper calabria sila lago cecita

Il nostro risveglio sul Lago Cecita nella Sila Grande

Le cose che abbiamo amato del nostro primo viaggio in camper

Ad un certo punto, ci è sembrato come se questo tipo di viaggio ci calzasse a pennello. Abbiamo adorato le nostre cene all’aperto, le albe sul mare, dormire con il rumore delle onde o con il canto dei grilli. Immagina di svegliarti al mattino con il muggito di una mucca, e scoprire di essere immerso tra meravigliose montagne. Ogni giorno guardavamo dalla nostra finestra e scoprivamo un nuovo scenario. Queste sono cose che non hanno prezzo!

Per noi è stata una nuova avventura, non sapevamo cosa ci aspettava il giorno successivo e questo era esaltante. La sera studiavamo l’itinerario sulla cartina, per vedere quali luoghi avremmo attraversato il giorno successivo. Mentre Fabio guidava, io cercavo un posto dove dormire, senza sapere spesso dove ci saremmo fermati. Le mattine aprivamo la finestra con la stessa attesa che ha un bambino la mattina di Natale scoprendo i regali.

primo viaggio in camper calabria coast to coast

Il primo caffè sul mare del nostro coast to coast in Calabria

Anche i momenti in campeggio sono da ricordare, è stato bellissimo fare amicizia con due esperti camperisti. Scoprire che hanno comprato il camper appena pensionati e hanno deciso di girare tutta l’Europa, tra mille avventure e peripezie. Che bei racconti! E poi è bello vivere il camper, cucinare, girare i sedili del posto guida e consumare insieme il pasto. Mi mancano già le nostre serate seduti a tavolino a giocare, senza guardare l’orologio. Per non parlare dei barbecue in montagna, sotto una luna rossa grandissima.

Piccoli bellissimi momenti quotidiani da vivere in quattro, che credo nessuno di noi mai dimenticherà.

Spero che questa nostra esperienza ti possa essere utile. Ora se ti va parlaci dei i tuoi dubbi, o se hai già viaggiato in camper raccontaci la tua prima esperienza.

Che ne dici allora, proveresti l’esperienza di un viaggio in camper? 

Condividi questo articolo, che può essere utile a chi come te sta pensando di partire per questa nuova avventura.

Comments (4)

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    Proprio così amico mio….sei stato molto bravo a descrivere la tua esperienza,ho 51 anni ee per 40 anni ho vissuto questa vita fin da bambina…. Non ha prezzo la libertà di questo modo di viaggiare

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    Ragazzi siete stati bravi e temerari…. Il mio primo viaggio fu nel 1988 in Corsica con un bel Arca 350 su meccanica FIAT 238 a benzina ….le strade fatte alle 5 la mattina in altra corsia per evitare spuntoni di roccia …..mia moglie al ritorno su strapiombi …..un ricordo ancora oggi bellissimo ….
    Oggi i camper in giro sono tanti e molti sono ineducati e altro…..Voi rimanete cosi , felici e gioiosi di questa esperienza chiamata ” CAMPER ” …….

    Eliseo
    Rispondi
    • all'arremviaggio

      Eliseo grazie, immagino che bel viaggio sia stato, adoriamo la Corsica e ci piacerebbe tanto vederla in camper. Questi sono ricordi che poi ti porti dietro per sempre. Che bello! Ora quale sarà il tuo prossimo viaggio?

      all'arremviaggio
      Rispondi
  • all'arremviaggio

    Grazie Giorgia, che bel complimento ne sono felice. Che bello, io infatti sono molto contenta di aver fatto vivere questa esperienza ai miei bambini! Si hai proprio ragione, il viaggio in camper ti dona emozioni uniche e una libertà che non ha prezzo!!

    all'arremviaggio
    Rispondi

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